Spostare la linea internet nella casa nuova
Trasloco della linea o contratto nuovo: cosa controllare all'indirizzo nuovo, quando chiedere, cosa costa recedere e cosa fare se l'operatore ritarda.

La sera del trasloco ti siedi fra le scatole, apri il portatile, e la rete di casa non esiste ancora. Se lavori da casa, il lunedì dopo è un problema vero.
Il ritardo non dipende quasi mai da te, ma il momento in cui chiedi sì. Le regole citate vengono dalle pagine dell'AGCOM, l'autorità che regola le comunicazioni, consultate il 16 ottobre 2026.
Prima di tutto: cosa arriva all'indirizzo nuovo
Non è detto che la tua offerta di oggi esista anche nella casa nuova. Dipende dalla tecnologia che arriva a quel palazzo: fibra fino in casa, fibra fino all'armadio in strada con l'ultimo tratto in rame, oppure solo rame.
Per saperlo c'è la Broadband Map dell'AGCOM, su maps.agcom.it. Cerchi l'indirizzo e vedi quali tecnologie sono disponibili e a che velocità. Poi fai la stessa verifica sul sito del tuo operatore, con il numero civico: la mappa ti dice cosa arriva in quella via, l'operatore ti dice cosa può venderti lì.
Poi fai due domande a chi ti dà le chiavi:
- se in casa c'è già una presa della fibra, e in quale stanza;
- se l'ultimo inquilino aveva internet, e con quale tecnologia.
Una foto della presa sul muro ti serve quando parli con l'operatore. E ti dice dove andrà il modem.
Due strade: spostare la linea o farne una nuova
Spostare la linea. È il trasloco della linea, che il regolamento dell'AGCOM chiama trasloco dell'utenza: tieni lo stesso contratto e lo stesso operatore, e cambia l'indirizzo. Tempi e costi non sono uguali per tutti: li trovi nel contratto e nella carta dei servizi del tuo operatore, e conviene leggerli prima di telefonare. Chiedi anche una cosa precisa: da che giorno la casa vecchia resta senza linea.
Un contratto nuovo. Se all'indirizzo nuovo il tuo operatore non arriva, o non ci porta la fibra, attivi un'offerta nuova lì e chiudi quella vecchia. Qui contano le regole sul recesso, che l'AGCOM riassume così:
- dopo ventiquattro mesi dalla firma puoi recedere quando vuoi, con un preavviso di un mese al massimo, senza penali e senza costi di disattivazione;
- prima dei ventiquattro mesi l'operatore può chiederti i costi di dismissione, che però non possono superare il canone mensile medio che paghi, o i costi che sostiene davvero se sono più bassi.
La scelta la fa la mappa, non l'abitudine. Se nella casa nuova arriva la fibra fino in casa e la tua offerta di oggi è su rame, spostare la linea vuol dire portarti dietro il contratto su rame.
Le date, e se la linea arriva tardi
La richiesta parte il giorno in cui hai la data delle chiavi, non quello in cui le ritiri. Nella checklist del trasloco internet sta fra le cose da fare un mese prima, perché i tempi dell'attivazione non li decidi tu.
Poi metti in fila due date:
- Il giorno in cui la linea si accende nella casa nuova. Chiedi all'operatore se serve un tecnico in casa e, se serve, prendi l'appuntamento in un giorno in cui ci sei.
- Il giorno in cui la linea si spegne nella casa vecchia. Con il trasloco della linea te lo dice l'operatore: è la domanda che gli hai fatto prima di firmare. Con un contratto nuovo lo scegli tu: il recesso dal vecchio contratto va fissato dopo l'ultima notte nella casa vecchia, come per luce e gas.
Se la linea non arriva in tempo, c'è una regola che ti tutela. Il regolamento dell'AGCOM sugli indennizzi, cioè la delibera 347/18/CONS, prevede un indennizzo per ogni giorno di ritardo quando l'operatore supera il termine massimo previsto dal contratto. Vale per l'attivazione di una linea nuova e vale, con le stesse parole, per il ritardo nel trasloco dell'utenza.
Un dettaglio conta: l'indennizzo è automatico, ma l'accredito dipende dalla tua segnalazione. L'operatore lo versa nella prima fattura utile, passati quarantacinque giorni dalla segnalazione del disservizio. Quindi, il giorno dopo la scadenza del termine scritto nel contratto, scrivi all'operatore e conserva la ricevuta. Se la risposta non arriva o non ti convince, la strada è la conciliazione, che si chiede al Corecom della tua regione.
Il modem si stacca per ultimo
Il modem è l'ultimo apparecchio che stacchi nella casa vecchia: lo usi fino all'ultima sera, spesso fino alla mattina. Ed è il primo che vorresti ritrovare nella casa nuova. Mettilo in un sacchetto con il suo alimentatore e il cavo, e scrivi "modem" sul sacchetto, come per gli altri cavi della scrivania.
Il problema pratico è che quella mattina le scatole sono già chiuse. Con il cartone ne riapri una tagliando il nastro, e poi la richiudi con il nastro di nuovo. Su una Cangubox quel passaggio non c'è. Le due metà del coperchio sono attaccate alla cassa con le cerniere: le sollevi, metti dentro il sacchetto, le riabbassi e tornano a incastrarsi fra loro, senza nastro.
Nella casa nuova, prima di aprire qualunque altra scatola, collega il modem alla presa che avevi fotografato e controlla che la linea ci sia. Se c'è, il resto della giornata va avanti. Se non c'è, lo sai subito, e la segnalazione all'operatore parte quel giorno.