Voltura o subentro: luce e gas quando cambi casa
Come capire se nella casa nuova ti serve una voltura o un subentro, cosa chiedere al venditore, quanto ci vuole e cosa fare nella casa che lasci.

Hai firmato il contratto, le chiavi arrivano fra due settimane, e nella lista delle cose da fare c'è una riga che dice "luce e gas". Chiami un fornitore e ti chiede se vuoi una voltura o un subentro. La risposta non dipende da te, ma da cosa ha fatto chi abitava lì prima. E dalla risposta dipende quanti giorni resterai senza corrente o senza gas.
Le regole che seguono vengono dall'Atlante per il consumatore dell'ARERA, l'autorità che regola luce e gas, consultato il 13 ottobre 2026.
Voltura o subentro: lo decide il contatore
La voltura è il cambio di intestatario di una fornitura che è ancora attiva. Il contatore resta attivo, l'energia continua ad arrivare, e cambia solo il nome sul contratto. Per la luce, in quell'occasione puoi scegliere un altro contratto con lo stesso venditore oppure cambiare venditore. Per il gas l'ARERA la descrive come un cambio di intestatario con lo stesso venditore, con la possibilità di scegliere un contratto diverso.
Il subentro serve quando chi c'era prima ha chiuso il contratto e ha fatto disattivare il contatore. Per l'ARERA equivale a una riattivazione: scegli tu il venditore, e la fornitura riparte dopo l'intervento del distributore.
Quindi la prima domanda va fatta al proprietario, o a chi lascia la casa: le utenze sono ancora attive? Se ti rispondono di sì ma non sanno con quale venditore, l'ARERA indica il servizio Smart Info dello Sportello per il consumatore, che te lo dice gratis e in tempi brevi.
A chi si chiede e cosa serve
In tutti e due i casi la richiesta va al venditore, non al distributore.
Ti chiederanno di dimostrare che hai titolo sull'immobile: proprietà, possesso o detenzione regolare, anche con un'autocertificazione. Il contratto d'affitto o l'atto di acquisto bastano. Senza questo, il venditore può rifiutare la voltura.
Poi servono due cose che trovi da solo:
- Il codice del punto di fornitura. Si chiama POD per la luce e PDR per il gas, e sta stampato sulle bollette. Chiedi a chi lascia la casa una foto dell'ultima bolletta.
- La lettura del contatore. Con la voltura quel numero divide i consumi: quelli prima vanno nella bolletta di chiusura di chi se ne va, quelli dopo nella tua. Fotografa il contatore il giorno delle chiavi, con il numero leggibile.
Una cosa da sapere prima di firmare con il venditore. Il venditore non può addebitarti le bollette non pagate di chi c'era prima. L'eccezione riguarda chi non è estraneo a quel debito, per esempio un erede o chi abitava già lì con il vecchio intestatario, e per verificarlo il venditore può chiederti un'autocertificazione.
Quanto ci vuole, e quanto costa
Con la voltura la fornitura non si interrompe. Il tempo tecnico normale è di cinque giorni lavorativi per la luce e di quattro per il gas.
Con il subentro, invece, la casa resta senza fornitura finché il distributore non interviene, e qui i giorni contano. Il venditore ha due giorni lavorativi per mandare la richiesta al distributore. Il distributore ha poi cinque giorni lavorativi per attivare la luce e dieci per il gas. Se sfora il termine, ti spetta un indennizzo automatico in bolletta. Per il gas c'è un caso in più: se l'impianto è stato modificato, i dieci giorni partono solo quando il distributore ha tutta la documentazione di sicurezza.
Messi in fila, i tempi massimi del gas arrivano a dodici giorni lavorativi, cioè più di due settimane di calendario. Se il subentro riguarda il gas, e con il gas in casa cucini e scaldi l'acqua, chiedilo il giorno in cui firmi il contratto, non quello delle chiavi.
Sui costi l'ARERA elenca le voci, non una cifra unica. Nel mercato libero il costo della pratica dipende dal contratto. Possono aggiungersi l'imposta di bollo e un deposito cauzionale, se il contratto li prevede. Le cifre le leggi nell'offerta prima di accettarla.
La casa che lasci
Qui le strade sono due. Se dopo di te entra qualcuno che fa la voltura, è il venditore a comunicarti la cessazione, e la tua ultima bolletta si chiude con la lettura di quel giorno. Se invece non entra nessuno, il contratto lo chiudi tu: il recesso si comunica per iscritto al venditore, con un preavviso che non può superare un mese.
L'errore tipico è chiudere troppo presto. L'ultima sera nella casa vecchia è quella delle ultime scatole e delle pulizie, e serve la luce. Con il cartone quelle scatole si chiudono con nastro e forbici. Una Cangubox si chiude incastrando le due metà del coperchio, senza nastro. La luce però ti serve lo stesso, per vedere cosa ci metti dentro e per pulire.
Il giorno in cui lasci le chiavi fotografa i contatori di luce, gas e acqua, come si fa per la riconsegna dell'appartamento in affitto: se la bolletta di chiusura non torna, hai il numero in foto.
Cosa fare, in ordine
- Appena firmi, chiedi al proprietario se luce e gas sono ancora attivi, e una foto di una bolletta con POD e PDR.
- Se sono attivi, chiedi la voltura al venditore. Se non lo sono, chiedi subito il subentro, cominciando dal gas.
- Nella casa che lasci, chiudi il contratto con una data che venga dopo l'ultima sera, non prima.
- Il giorno delle chiavi, in tutte e due le case, fotografa i contatori.
Il resto delle utenze, internet compreso, sta nella checklist del trasloco.