Checklist trasloco: cosa fare, settimana per settimana
Le cose da fare un mese prima, due settimane prima, la settimana del trasloco e il giorno stesso. Comprese quelle che si scoprono sempre troppo tardi.

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Un trasloco raramente va male per una cosa grossa. Va male per l'accumulo di cose piccole rimandate: la disdetta non fatta, il montacarichi non prenotato, il permesso di sosta chiesto il giorno prima. Nessuna di queste, da sola, è un disastro. Insieme ti fanno arrivare al giorno X con metà casa da imballare e un furgone fermo in doppia fila.
Ecco l'ordine in cui conviene affrontarle. Se hai meno tempo di quello che trovi qui sotto, non saltare le fasi: comprimile. L'ordine conta più del calendario, perché quasi tutto quello che ti può bloccare dipende da qualcun altro: un comune, un fornitore, un amministratore, un tecnico.
Due mesi prima
A due mesi non devi imballare niente. Devi solo far partire le cose che hanno tempi di attesa lunghi, quelle che se le chiedi tardi non recuperi più.
Chiarisci le date reali, non quelle sperate. Quando lasci la casa vecchia e quando puoi entrare in quella nuova sono due date diverse, e la distanza fra le due decide che tipo di trasloco farai. Se riesci a tenere le chiavi di entrambe per qualche giorno, cambia tutto: puoi spostare in più viaggi, pulire con calma, sistemare i mobili prima che arrivino le scatole. Costa qualche giorno in più di affitto o di mutuo sovrapposto, e va detto che ha una controindicazione: con la sovrapposizione ci si rilassa, il trasloco si spalma su due settimane e le ultime cose restano nella casa vecchia fino all'ultimo giorno. Se invece hai una data secca, tanto vale saperlo adesso e pianificare di conseguenza.
Decidi cosa non porti, partendo dai mobili. Vendere un divano o regalare una libreria richiede settimane, non un pomeriggio: annuncio, messaggi, appuntamenti saltati, qualcuno che deve venire a caricare. E per gli ingombranti da smaltire il ritiro va prenotato, con tempi che in molte città non sono brevi. Questo è il momento, non quello in cui hai già le scatole in casa.
Se hai figli in età scolare, muoviti adesso. Iscrizioni, nulla osta, trasferimenti fra istituti hanno tempi propri che non si comprimono. Vale lo stesso per gli animali, se cambi comune.
Un mese prima
Fissa la data e blocca chi ti serve. Se ti serve un'impresa di traslochi o un furgone, questo è il momento: nei fine settimana di fine mese e a fine agosto si esaurisce tutto. Chiedi almeno due preventivi e fatti dire cosa è incluso: smontaggio, imballaggio, piani senza ascensore, montacarichi.
Fai il giro delle utenze. Luce, gas, acqua, internet: guarda i tempi di disdetta o di voltura, perché su alcune forniture possono volerci settimane. Internet nella casa nuova è quello che quasi sempre arriva tardi. Attivalo adesso, e se lavori da casa considera un piano B per i primi giorni.
Comincia a buttare. È il momento in cui hai ancora tempo per farlo con calma. Ogni cosa che non porti è una cosa che non imballi, non trasporti e non risistemi. La domanda utile non è "mi servirà?" ma "lo ricomprerei oggi?".
Verifica gli accessi. Ascensore, montacarichi, larghezza delle scale, distanza dal punto in cui può fermarsi il furgone. Vale per entrambe le case, e sono le informazioni che i traslocatori chiedono per primi. Se serve prenotare il montacarichi condominiale o avvisare l'amministratore, fallo ora.
Documenti e pratiche
È la parte che quasi nessuno mette in checklist, e infatti è quella che si trascina per mesi dopo il trasloco. Non è urgente, ma è lunga: se la fai partire tardi, la coda ti resta addosso.
Il cambio di residenza si chiede al comune dopo esserti effettivamente trasferito, e da lì parte una verifica che non dipende da te. Nel frattempo, però, ci sono cose che puoi aggiornare subito e che ti evitano guai: banca, assicurazioni (auto e casa), abbonamenti, e-commerce dove hai un indirizzo salvato, medico di base se cambi ASL. La patente e il libretto di circolazione hanno una loro procedura di aggiornamento dell'indirizzo: informati su come funziona prima, non quando ti serve.
Due accorgimenti pratici. Il primo: fotografa lo stato della casa che lasci e di quella in cui entri, il giorno stesso in cui prendi o restituisci le chiavi. Muri, pavimenti, sanitari, infissi. Se c'è di mezzo una caparra, quelle foto valgono più di qualsiasi discussione. Il secondo: tieni una sola cartella, fisica o sul telefono, con contratti, preventivi, letture dei contatori, ricevute. Durante il trasloco i documenti sparsi sono la prima cosa che si perde.
Per la posta che continua ad arrivare al vecchio indirizzo esistono servizi di inoltro a pagamento. Non sono indispensabili, ma comprano tempo, e il tempo nelle settimane dopo un trasloco è quello che manca.
Due settimane prima
Procurati le scatole. Se le noleggi, prenotale ora: scegli la data di consegna e non ci pensi più. Se le compri, considera che dovrai anche smaltirle dopo, e che il cartone usato ingombra quanto quello nuovo. Se non sai da quante partire, sul sito c'è un modo per farsi dire un numero senza contare a mano.
Comincia a imballare da quello che non usi. Libri, soprammobili, vestiti fuori stagione, cantina e ripostiglio. È il 40% del lavoro e si può fare senza intralciare la vita di tutti i giorni.
Chiedi il permesso di sosta. In molte città serve un'autorizzazione per occupare il suolo pubblico col furgone. I tempi cambiano da comune a comune: informati adesso, non la settimana prima.
Decidi dove vanno i mobili nella casa nuova. Bastano dieci minuti e un foglio. Serve a te per etichettare, e servirà a chi scarica per non chiederti trenta volte "questo dove lo metto?".
La settimana prima
Svuota il congelatore. Va sbrinato, e serve tempo. Da qui in poi compra solo quello che consumi.
Prepara la "scatola del primo giorno". Carta igienica, sapone, asciugamani, caricabatterie, un cambio di vestiti, i medicinali, qualcosa da mangiare, un paio di attrezzi. È l'unica scatola che deve viaggiare con te e non sul furgone.
Etichetta pensando allo scarico, non al carico. Scrivi la stanza di destinazione nella casa nuova, non quella di provenienza. Sembra ovvio e quasi nessuno lo fa: è la differenza fra scaricare in mezz'ora e passare il pomeriggio a spostare scatole da una stanza all'altra.
Fotografa i collegamenti. Il retro della TV, del router, dell'impianto audio. Fra tre giorni non ti ricorderai quale cavo andava dove.
Chi ti aiuta
Se ti danno una mano degli amici, il problema non è trovarli: è organizzarli. Un gruppo senza ruoli in una casa piccola si intralcia, e sei tu a fermarti ogni due minuti per rispondere a una domanda.
Poche regole bastano. Servono meno persone di quante te ne aspetti: in un bilocale, oltre le quattro o cinque, si fa la fila sulle scale. Qualcuno deve restare alla porta della casa nuova a smistare le scatole nelle stanze giuste, e quel qualcuno non deve portare pesi, altrimenti sparisce. Dai orari precisi e scaglionali: chi smonta arriva presto, chi scarica più tardi. E non far imballare a nessuno senza istruzioni, perché le scatole miste e senza etichetta te le ritrovi due settimane dopo.
Va detta anche la parte scomoda: gli amici sono gratis ma non sono assicurati. Se hai un pianoforte, una cassaforte, mobili pesanti o scale strette, un'impresa costa e risolve. Un divano che rovina una ringhiera, o una schiena che si blocca, costa molto di più, anche in rapporti. Se ci sono bambini piccoli o animali, quel giorno è meglio che stiano da qualche altra parte: le porte restano aperte per ore.
Il giorno prima
L'obiettivo di questa giornata è uno solo: la sera non deve restare nulla di aperto, tranne la scatola del primo giorno.
Smonta quello che hai deciso di smontare e metti viti e minuteria in bustine attaccate con il nastro al mobile stesso, non in una scatola comune. Stacca il frigorifero, così ha il tempo di scolare. Impila le scatole vicino alla porta, divise per stanza: chi carica va molto più veloce se trova le pile già fatte. Libera i corridoi.
Poi le cose noiose che si dimenticano sempre: carica telefono e power bank, prepara come pagherai i traslocatori, controlla il meteo. Se piove, servono un telo o del cartone per i pavimenti nuovi, e qualcosa per coprire i materassi. Fai le pulizie grosse della casa vuota adesso, se puoi, così il giorno dopo resta solo un colpo di scopa. E poi vai a dormire: un trasloco è una giornata fisica, e la stanchezza è il motivo per cui si rompono le cose.
Il giorno del trasloco
- Tieni con te documenti, chiavi, computer e oggetti di valore: non salgono sul furgone.
- Fai un ultimo giro a casa vuota, aprendo ogni anta e ogni cassetto. Ci si dimentica sempre qualcosa in un pensile alto o dietro una porta.
- Tieni da parte una scatola vuota per gli orfani dell'ultimo giro: ce ne sono sempre.
- Leggi i contatori e fotografali, in entrambe le case.
- Prima che il furgone riparta, guarda dentro fino in fondo. Le cose piccole restano negli angoli.
- Lascia le chiavi a chi di dovere e verifica di avere quelle nuove, comprese quelle del portone, della cantina e della cassetta della posta.
La settimana dopo
Disfare tutto subito non serve: comincia dalla camera da letto e dal bagno, così la prima notte è vivibile. La cucina il giorno dopo. Il resto può aspettare.
Un consiglio che fa risparmiare più di quanto sembri: nella prima settimana non comprare niente per la casa nuova, a parte i consumabili. Le mensole, i mobiletti e i contenitori comprati d'impulso il terzo giorno finiscono quasi sempre nel posto sbagliato, perché non hai ancora capito come vivi le stanze. Aspetta di aver disfatto tutto.
Nel frattempo controlla le cose che è meglio scoprire subito: prese che non funzionano, scarichi lenti, finestre che non chiudono, tracce di umidità. Se sei in affitto, segnalale al proprietario nei primi giorni, non fra due mesi. Verifica anche che le volture siano andate a buon fine e confronta le prime bollette con le letture che hai fotografato.
Le scatole rimaste chiuse dopo un mese ti stanno dicendo una cosa. Aprile, guardale, e decidi: quasi sempre è roba che potevi non portare.
Se hai noleggiato le scatole, con Cangubox o con chiunque altro, l'unica cosa da ricordare è che a fine noleggio qualcuno passa a riprenderle. Non devi né smontarle né portarle da nessuna parte, e in casa non ti resta una pila di cartone da smaltire proprio nella settimana in cui hai meno voglia di occupartene.