Traslocare con poco preavviso: cosa fare nei primi tre giorni
Quando la data è fra due settimane, i primi tre giorni vanno alle cose che dipendono da altri. Le scatole vengono dopo, e in un ordine preciso.

Il proprietario vende e vuole la casa libera a fine mese. Il lavoro nuovo comincia fra tre settimane in un'altra città. Il rogito della casa nuova si anticipa. In tutti questi casi la notizia arriva con una data attaccata, e la data è vicina.
La reazione di quasi tutti è la stessa: la sera stessa si cominciano a riempire scatole. Sembra la mossa più utile, perché si vede. Ma le scatole sono l'unica parte del trasloco che dipende solo da te, e quindi l'unica che si può fare anche all'ultimo. Tutto il resto dipende da qualcun altro, e ogni giorno che passa le date libere si riducono. I primi tre giorni servono a quello.
Il primo giorno si telefona
Prima di aprire un armadio, fai le chiamate. Sono quattro, e l'ordine conta.
- Chi porta i mobili. Un'impresa o un furgone a noleggio, ma deciso oggi: nei fine settimana le date comode sono le prime a sparire. Se non sai quale delle due strade fa per te, i criteri per scegliere stanno in una pagina.
- Il permesso per la sosta. Se il furgone deve fermarsi in strada, il permesso ha tempi che non si accorciano: fra la richiesta e i cartelli posati passano giorni. Chiesto oggi, forse fa in tempo. Chiesto la settimana prossima, forse no.
- Le utenze. Disdetta o voltura di luce, gas e internet nella casa che lasci, attivazione in quella nuova. L'allaccio di internet è quello che rischia di arrivare tardi, quindi è il primo da chiedere.
- Le scatole. Se le noleggi, prenotale adesso, nella stessa mattina del furgone: anche quella è una data che scegli tu ma che mette in moto qualcun altro.
Con poco preavviso c'è un caso in cui l'impresa smette di essere un'alternativa e diventa la risposta. Se hai un pianoforte, una scala stretta senza ascensore o una schiena che ti ha già dato problemi, e in più hai pochi giorni, chiamala e non pensarci più. Resta comunque una via di mezzo: loro trasportano e tu imballi, così paghi il viaggio e le scatole le riempi tu, nelle sere che hai.
Il secondo giorno si decide cosa non parte
Con il tempo corto, un oggetto che non porti è il risparmio più grande che hai: è una cosa in meno da imballare, caricare e rimettere a posto. Il guaio è che liberarsene richiede tempo, e ogni destinazione vuole il suo anticipo. Vendere chiede settimane, e con due davanti non conviene contarci.
Quindi il secondo giorno fai un giro per casa con un foglio in mano, e ti occupi solo delle cose grosse: mobili, materassi, elettrodomestici. Accanto a ognuna scrivi una di tre parole: viene, regalo, ingombranti. Poi fai subito le telefonate che ne derivano, perché il ritiro degli ingombranti e l'amico che passa a prendersi la libreria hanno una data loro, e va fissata oggi.
Le cose piccole non si decidono adesso. Libri, vestiti e cucina li scegli mentre imballi, uno scaffale alla volta. Se al secondo giorno ti fermi su ogni tazza, al quinto non hai ancora chiuso niente.
Il terzo giorno si comincia dal fondo
Adesso si imballa, e si parte da quello che non userai prima del trasloco: il fondo degli armadi, il ripiano più alto, la cantina, i vestiti dell'altra stagione. Sono scatole che puoi riempire senza togliere niente alla vita di tutti i giorni. Cucina e bagno vengono per ultimi, e restano aperti fino alla sera prima.
Con poco tempo conta sapere quante sere ti servono davvero. Il modo più semplice è cronometrare mezz'ora di lavoro, come spiega l'articolo su quanto tempo serve, e poi moltiplicare. Se il conto non torna, il primo posto dove guardare sono i gesti che non riempiono niente. Uno scatolone, prima di ricevere un oggetto, va aperto, piegato e chiuso sul fondo con il nastro; quando è pieno, va chiuso sopra con altro nastro. Valgono per ogni scatola, quindi crescono con il numero delle scatole.
La Cangubox arriva già formata, e il coperchio si chiude con due ante incernierate che si agganciano l'una all'altra: la riempi e la chiudi, senza nastro. Poi le casse si impilano, e la pila la carichi sul Dolly, compreso in ogni noleggio, e la spingi invece di portare le casse una per una.
Dove essere precisi, e dove no
Chi ha mesi davanti può permettersi l'ordine perfetto. Chi ha poco tempo deve scegliere dove essere preciso, e i punti sono due.
Il primo è su ogni scatola: in quale stanza della casa nuova deve finire. Su una cassa a noleggio non si scrive: si usa un cartellino, oppure un numero con una nota sul telefono. È l'informazione che fa risparmiare ore allo scarico.
Il secondo è la borsa dei primi giorni, preparata prima di tutto il resto e tenuta fuori dalle scatole: due cambi, medicinali, caricabatterie, documenti, l'occorrente del bagno.
Il resto può essere approssimativo. Una scatola con dentro le cose di due stanze non è un guaio, una scatola senza nessuna indicazione sì.
Quindi, stasera, un foglio e quattro righe: le telefonate del primo giorno, nell'ordine in cui le farai. Domattina le fai, e le scatole aspettano il terzo giorno.