Quanto tempo serve davvero per fare le scatole
A rallentare l'imballaggio non è il numero di scatole ma le decisioni: come misurare il tuo passo su mezz'ora vera e dove la stima salta sempre.

Il furgone è prenotato per sabato, e nella tua testa l'imballaggio è "la settimana prima". Poi arriva giovedì sera, sei alla terza mensola del salotto, e capisci che il conto non torna.
Non è pigrizia. È che quando immagini di fare le scatole ti vedi mentre metti dentro le cose, e quella è la parte veloce. La parte lenta è un'altra, e da lontano non si vede.
Il tempo se lo prende la decisione
Guardati le mani mentre svuoti un cassetto qualunque. Prendi in mano un oggetto e, prima di posarlo, rispondi a tre domande: me lo porto, dove finisce, con che cosa sta insieme. Mentre rispondi, le mani sono ferme.
Un ripiano di cui sai già tutto si svuota in fretta. Un cassetto con dentro i cavi di apparecchi che non hai più, medicinali scaduti e una busta di fotografie ti tiene lì molto più a lungo, e alla fine hai riempito mezza scatola.
Da qui esce la cosa che fa risparmiare più tempo di qualunque tecnica di imballaggio: separare le due attività. Le scelte si fanno prima, in serate dedicate, quando non hai il furgone alle calcagna. Decidere cosa non parte è lavoro a sé, e farlo con la scatola aperta davanti allunga tutte e due.
Misura mezz'ora vera, poi moltiplica
Le medie che trovi in giro non ti servono, perché la differenza fra una casa e l'altra non sta nei metri quadri: sta in quanti oggetti ti fanno una domanda. La tua misura te la prendi in mezz'ora.
Scegli un ripiano vero, non il più comodo: uno di quelli con la roba mescolata. Imballalo sul serio, chiudi, segna cosa c'è dentro. Guarda l'orologio prima e dopo.
Adesso hai un numero tuo. Gira la casa, conta quanti ripiani e quanti cassetti di quel genere hai davanti, moltiplica. Poi aggiungi almeno un terzo, perché quella prova l'hai fatta da riposato e con la testa libera, che è la condizione della prima sera e non della quinta.
Quante scatole ti servono è un conto diverso, e si fa a parte. Questo qui serve a un'altra cosa: sapere quante ore sono ti fa spalmare il lavoro sulle sere che hai, mentre non saperlo te le fa finire tutte nelle ultime due.
Le ore che se ne vanno prima di riempire
C'è una parte del tempo che non conta nessuno, perché non sembra imballaggio: preparare i contenitori.
Sul cartone, contando le operazioni, la sequenza è sempre la stessa: procurarsi gli scatoloni, montarli uno per uno, nastrare il fondo di ognuno, e a trasloco finito smontarli e portarli all'isola ecologica. Sono gesti che si ripetono su ogni pezzo, e quando conti le sere che ti servono quel tempo non lo mette in conto nessuno.
Le Cangubox arrivano già formate. Il coperchio è integrato, e sono due metà incernierate che si agganciano una all'altra: si chiude senza nastro, quindi quando hai finito di riempirne una, hai finito davvero. A fine noleggio le ritiriamo noi.
Poi c'è il carico. Una Cangubox regge 30 kg dichiarati e si impila anche chiusa e piena, con due prese incassate nei lati corti: la pila la fai una volta e la spingi sul Dolly, che è compreso in ogni noleggio, invece di portare le scatole una a una. Cosa comprende un noleggio sta nel kit.
Dove la stima salta
Tre punti, in ordine di quanto fanno danno.
La cucina. Ogni pezzo fragile vuole un gesto di protezione in più, e quei gesti si moltiplicano per il numero degli oggetti, non per il numero dei contenitori. È il posto dove una stima fatta sul volume dice meno del vero, perché il volume non conta i gesti.
Le cose che non stanno in nessuna categoria. Cavi, documenti, medicinali, chiavi senza serratura, caricabatterie. Ognuno è una decisione a sé, e messi insieme sono centinaia. Mettili in una scatola sola e rimanda: il criterio lo trovi alla casa nuova, con calma.
Quello che usi fino all'ultimo. Letto, bagno, macchina del caffè, il cambio di vestiti dei giorni prima. Quella roba non si può imballare in anticipo, quindi non entra nel conto delle sere: è una coda che si fa la mattina stessa, e quella mattina va tenuta libera apposta.
Fai la prova da mezz'ora questa settimana, non la sera prima. Moltiplica, aggiungi il terzo, dividi per le sere che hai davvero.
Se non ci sta, l'unica variabile su cui puoi ancora agire sono gli oggetti, non le ore: ne porti meno. E fatti arrivare i contenitori per il giorno in cui cominci a riempirli, che è quello che conta, non per il giorno del furgone. La scaletta delle cose da fare ti dice in che settimana cade tutto il resto.