Trasloco fai da te o impresa: come decidere
Le cinque cose che decidono al posto tuo, cosa guardare in un preventivo e quando conviene la via di mezzo: tu fai le scatole, loro portano.

La domanda arriva sempre nella stessa forma: conviene chiamare un'impresa o farlo da soli? Messa così non ha risposta, perché confronta una spesa con una cosa che non ha un prezzo scritto da nessuna parte, cioè il tuo lavoro.
Riformulata funziona meglio: quanto lavoro c'è davvero in questo trasloco, e quale parte di quel lavoro puoi fare tu senza rovinare la casa nuova, la schiena o la settimana?
Quanto costa davvero il fai da te
Il primo errore è confrontare il preventivo di un'impresa con zero. Il fai da te ha un suo conto, e le voci sono queste:
- il noleggio del mezzo, più carburante ed eventuali pedaggi
- il permesso di occupazione del suolo pubblico, dove serve
- il materiale di imballaggio, che va comprato e poi smaltito
- le persone che ti aiutano, in soldi o in favori da restituire
- le tue ore, comprese quelle di ferie prese per farlo
- il rischio: un mobile scheggiato, un vetro rotto, un muro segnato
Le ultime due voci sono quelle che si dimenticano, e sono spesso le più grosse. Un trasloco fatto da soli occupa il fine settimana pieno, quasi sempre anche il venerdì, e la sera del lunedì la casa nuova non è ancora vivibile: se per farlo prendi tre giorni di ferie, vanno messi anche quelli nel conto.
Le cinque cose che decidono al posto tuo
Guardale prima di chiedere preventivi. Se tre su cinque vanno male, la discussione sul fai da te è quasi chiusa.
Il piano e l'ascensore. È la variabile che pesa più di tutte. Due rampe a mano cambiano il tempo di ogni singolo viaggio, e quel tempo si moltiplica per il numero di pezzi. Se il divano in ascensore non ci entra è come non averlo, quindi misura la cabina (larghezza, profondità, altezza della porta) e controlla se lo sportello si apre in fuori, perché ti mangia spazio utile sul pianerottolo.
Il volume reale. Conviene contarlo a pezzi ingombranti più che a stanze: armadi, divani, letti, lavatrice, frigorifero, librerie. Le scatole occupano spazio ma si portano una per mano. Sono i pezzi grossi a decidere se serve un mezzo con la sponda idraulica e due persone che l'hanno già fatto.
I mobili da smontare. Un armadio a ponte, una cabina su misura o una cucina componibile richiedono attrezzi ed esperienza, e la buona volontà da sola non basta. Se in casa hai tre pezzi del genere, il fai da te si allunga di un giorno e finisce spesso con qualche pannello che non torna al suo posto.
La distanza. Dentro la stessa città puoi fare due o tre viaggi con un mezzo piccolo, e il calcolo cambia in tuo favore. Fuori provincia il viaggio è uno solo, quindi il mezzo deve contenere tutto alla prima, e sbagliare la misura significa lasciare roba indietro.
La finestra di tempo. Se hai due settimane in cui le due case sono entrambe tue, sposti a scaglioni e il fai da te diventa realistico. Se consegni le chiavi della vecchia lo stesso giorno in cui prendi quelle della nuova, devi fare in fretta, e per andare più veloce servono braccia in più.
Quando l'impresa è la scelta giusta quasi sempre
Ci sono casi in cui il calcolo non serve nemmeno.
Un pianoforte, una cassaforte, un acquario grande, un tavolo di marmo: si spostano con attrezzature specifiche, e chi li ha spostati altre volte sa dove prenderli e in che ordine muoverli. Un divano che non passa dalle scale e deve uscire dalla finestra con l'autoscala è un altro caso chiuso, perché non è un servizio che si improvvisa.
Poi ci sono le condizioni personali. Una schiena che ha già dato problemi, una gravidanza, un intervento recente, un genitore da assistere nello stesso periodo. Il fai da te dà per scontato un corpo in buone condizioni per due giorni di fila, e di questa voce nel preventivo non c'è traccia.
Ultimo caso: quando il tempo è cortissimo. Con pochi giorni di preavviso un'impresa arriva in due o tre persone e chiude il carico in una mattina, mentre da solo, con lo stesso preavviso, non ci arrivi.
Quando il fai da te regge
Funziona se i pezzi grossi sono pochi e già smontabili (letto a doghe, scaffali componibili, niente armadi a muro), la casa è al piano basso o l'ascensore è comodo, resti nella stessa città e hai una finestra di più giorni.
Regge anche se hai davvero tre o quattro persone. Non due che si offrono e poi una dà forfait il sabato mattina: tre confermate, con le scarpe giuste, disponibili tutto il giorno. Con due persone sole ogni pezzo pesante diventa una trattativa, e i tempi raddoppiano rispetto a quello che avevi previsto.
C'è una controindicazione da mettere in conto anche nel caso migliore: se un amico che ti dà una mano rompe qualcosa, il danno resta tuo. È un motivo in più per tenere fuori dal fai da te i due o tre pezzi a cui sei attaccato davvero.
La via di mezzo, che quasi nessuno considera
Fra fare tutto e far fare tutto c'è il servizio di solo facchinaggio e trasporto: le scatole le prepari tu, con calma, nelle settimane prima. Loro arrivano il giorno del trasloco, smontano quello che va smontato, caricano, portano e scaricano nella stanza giusta.
Per la maggior parte dei traslochi di casa è la soluzione che ha più senso, perché divide il lavoro fra chi lo fa meglio. Preparare le scatole è lento ma non difficile, e nessuno sa meglio di te cosa va insieme a cosa, mentre portare giù un armadio da un terzo piano richiede una pratica che non si costruisce in un pomeriggio.
Se scegli questa strada, tieni presente che il conto di chi trasporta dipende dal tempo che i suoi uomini passano in casa tua. Scatole chiuse, etichettate e radunate vicino alla porta accorciano quel tempo, mentre quelle ancora aperte a metà lo allungano, e a pagarlo sei tu.
Come si legge un preventivo
Due preventivi si confrontano solo se dicono le stesse cose. Prima di guardare la cifra in fondo, controlla che ci sia scritto:
- il volume stimato e come è stato stimato (sopralluogo in casa, videochiamata, o due domande al telefono)
- quante persone vengono e per quante ore
- se l'imballaggio è compreso e quale: solo i mobili, oppure anche stoviglie e quadri
- se sono compresi smontaggio e rimontaggio, e di quali pezzi
- chi si occupa del permesso di sosta e chi lo paga
- se serve l'autoscala, e se è già dentro o è un extra
- il numero di piani alle due estremità, che è la voce che fa crescere il conto quando emerge dopo
- come è coperta la merce in caso di danno, con quale massimale e quale franchigia
- la data e la fascia oraria, non solo il mese
- se la cifra è con o senza IVA
Un preventivo che sta in tre righe sembra più semplice, ma è soltanto meno definito: tutto quello che non c'è scritto diventa un extra il giorno del trasloco, quando i tuoi mobili sono già sul mezzo e non hai più margine di trattativa.
Chiedi il sopralluogo, anche solo in videochiamata, perché chi ti dà una cifra senza aver visto cosa deve spostare prima o poi la cambierà.
Come sono coperte le tue cose
Il fai da te sposta il rischio su di te per intero, quindi se il televisore cade dalle scale non c'è nessuno a cui chiederne conto. Con un'impresa il danno resta possibile, ma esiste qualcuno con cui parlarne, e questo funziona solo se ti sei mosso prima.
Chiedi per iscritto come funziona la copertura, cosa esclude e come si dichiara un danno. Poi fai la tua parte: fotografa i pezzi di valore prima che vengano imballati, con lo stato in cui sono ben visibile. Una foto scattata la mattina del carico vale più di qualsiasi discussione fatta dopo.
Vale anche per la casa che lasci, se sei in affitto. Fotografa pareti e pavimenti a stanza vuota, prima che entri il primo carrello. Quelle foto servono a te, alla riconsegna.
Il permesso di sosta si chiede prima
Il posto per fermare il mezzo davanti al portone pesa parecchio, perché senza quello le scatole le porti per cinquanta metri invece che per cinque. Si chiede al comune, ha tempi di rilascio che non sono immediati e regole diverse da città a città. In molti centri urbani esistono anche limiti di accesso e fasce orarie per il carico e lo scarico.
Appena hai la data fai due cose: verifica sul sito del tuo comune come si richiede l'occupazione temporanea di suolo pubblico, e chiedi all'impresa se ci pensa lei. Se ci pensa lei, è una voce in meno da gestire. Se non ci pensa, è una voce che va nel conto del fai da te.
Quanto pesa il materiale sulla decisione
Chi fa da sé deve comprare le scatole, il nastro, il pluriball e i pennarelli, e finisce con il cartone da smaltire in una casa dove ancora non sai dove si buttano le cose. Chi chiama l'impresa spesso paga l'imballaggio come voce separata, e la paga anche quando avrebbe potuto farlo da solo la settimana prima.
C'è una terza strada, ed è noleggiare le casse: arrivano pulite, le usi e vengono ritirate, quindi non le compri e non le smaltisci. Le Cangubox misurano 60 × 40 × 36 cm e si consegnano a Milano, nei CAP coperti dell'hinterland e in provincia di Monza e Brianza, con un punto di ritiro alle porte di Milano. Se stai valutando il solo facchinaggio è la combinazione che funziona meglio, perché le casse rigide si impilano dritte sul mezzo e si prendono dalle maniglie sui lati corti, che è il modo in cui le maneggia chi carica.
Come decidere in dieci minuti
Prendi un foglio e scrivi quattro cose: il piano e com'è l'ascensore alle due estremità, l'elenco dei pezzi che pesano più di trenta chili, quante persone hai confermate per il giorno X, quanti giorni hai con le due case in mano.
Se hai scale senza ascensore da una parte e più di tre pezzi pesanti, chiedi almeno due preventivi per il solo trasporto. Se hai ascensore comodo, pochi pezzi grossi e una settimana di tempo, il fai da te è una scelta ragionevole. Se fra i pezzi c'è un pianoforte, invece, non c'è niente da decidere, perché quello lo sposta un'impresa.
Qualunque strada scegli, decidila presto: tre settimane prima hai ancora tutte le opzioni aperte, i preventivi da confrontare e le date libere, mentre a tre giorni dal trasloco ti tocca accontentarti di quello che è rimasto, e non è mai la parte migliore del mercato.