Trasloco e affitto: come si riconsegna l'appartamento
La riconsegna non è il giorno del furgone: è il sopralluogo che decide il deposito cauzionale. Cosa guardare nel contratto, cosa fotografare e cosa svuotare.
Il giorno in cui porti via i mobili e il giorno in cui restituisci le chiavi non sono quasi mai lo stesso giorno. In mezzo c'è una settimana in cui l'appartamento è vuoto, tu dormi già altrove, e qualcuno deve ancora passare a guardare le pareti.
È lì che si decide se il deposito cauzionale torna indietro. Non nel trasloco, che è la parte che ti preoccupa adesso, ma in un sopralluogo di venti minuti fatto quando hai già la testa nella casa nuova.
La data della riconsegna non si improvvisa
Quando puoi lasciare la casa lo dice il tuo contratto, e da un contratto all'altro cambia. Rileggilo prima di fissare qualunque altra cosa, perché ogni altra data si conta a partire da quella.
Tre righe ti interessano. Quanto preavviso serve. In che forma va mandata la disdetta, cioè raccomandata, posta certificata o quello che il contratto prescrive. E da quando decorre il preavviso: di solito dal giorno in cui la disdetta arriva al proprietario, non da quello in cui la scrivi.
L'ultima è la riga su cui si perde un mese. Spedire con qualche giorno di ritardo può spostare l'uscita al mese dopo, e quel mese si paga su una casa in cui non abiti.
Fissata la data, il resto si incastra a ritroso, e la scaletta delle settimane prima parte da lì e non dal giorno del furgone.
Lo stato della casa si dimostra, non si ricorda
Alla riconsegna il confronto è fra com'era quando sei entrato e com'è adesso. Se all'ingresso hai firmato un verbale, quello è il documento: tiralo fuori e rileggilo prima, non davanti al proprietario.
Poi fotografa, a casa vuota, dopo le pulizie e prima del sopralluogo. Pareti stanza per stanza, pavimenti con la luce di taglio, sanitari, infissi, cucina. Le foto servono a te e servono con la data addosso: il telefono ce la mette da solo, quindi tienile lì e non cancellarle finché il deposito non è tornato.
Poi ci sono i buchi nei muri. Mensole, televisione e tende lasciano tasselli, e stuccare male è peggio che non stuccare: una toppa bianca su una parete beige si vede da tutta la stanza. Chiedi al proprietario cosa preferisce prima di comprare lo stucco, e mettiti per iscritto la risposta.
Quello che aiuta davvero è arrivare al sopralluogo con poco da spiegare. Se il pavimento lo hai coperto il giorno in cui è passato il furgone, i segni che restano sono quelli di prima e non quelli di lunedì scorso.
La casa deve essere vuota davvero
Vuota vuol dire anche cantina, box, soffitta, il ripiano alto dell'armadio a muro e lo sgabuzzino dei contatori. Sono i posti che si guardano per ultimi perché non si attraversano mai, e la cantina in particolare va aperta con settimane di anticipo, non l'ultimo sabato.
Quello che lasci lì dentro non sparisce: diventa roba che qualcun altro deve portare via, e chi la porta via può chiederti di pagarla. Se ci sono cose che non vuoi più, decidere dove finiscono richiede tempo, e in questa settimana il tempo è la cosa che hai meno.
Conta anche l'imballaggio, che deve uscire come tutto il resto, da una casa o dall'altra. Con il cartone le scatole, una volta svuotate, vanno schiacciate e portate alla raccolta o all'isola ecologica: è un giro in più in una settimana che ne ha già parecchi, e arriva dopo gli altri, cioè comprare, montare, nastrare e riempire.
Le Cangubox invece tornano indietro per la strada da cui sono arrivate: o passiamo a ritirarle all'indirizzo che hai indicato, o le riporti tu al CanguPoint. Da vuote si inseriscono una nell'altra, quindi nei giorni in cui aspettano occupano meno di quando erano piene, e si chiudono abbassando il coperchio, che è fatto di due metà incernierate e resta attaccato alla cassa. Cosa arriva insieme alle scatole sta nel kit.
Letture, chiavi e una firma
Il giorno della riconsegna fotografa i contatori: luce, gas, acqua, con il numero leggibile. Quelle letture chiudono le tue bollette e aprono quelle di chi entra dopo, e se le hai in foto non si discute su un numero ricordato male. Porta con te anche i moduli di disdetta o di voltura già inviati.
Poi le chiavi, e contale: portone, appartamento, cantina, cassetta della posta, cancello, telecomando del box. Ci vanno anche i doppioni che hai fatto tu negli anni, e quello lasciato alla vicina.
Alla fine serve un foglio firmato da tutti e due che dica la data, le letture e che le chiavi sono state consegnate. Se il deposito non torna subito, quel foglio è il punto da cui riparte la conversazione.
Fatto questo, la casa vecchia è chiusa e resta la nuova, dove il cambio di residenza ha tempi suoi e la pratica si apre nei primi giorni, non quando ci si ricorda.