Come proteggere il pavimento nuovo il giorno del trasloco
Il pavimento appena posato si rovina in una giornata sola, e quasi mai per un urto: dove mettere le protezioni e cosa guardare mentre entra tutto.

Hai le chiavi da una settimana, il parquet è stato posato da poco oppure il pavimento è stato lucidato apposta prima di entrare, e fra tre giorni da quelle stanze passano un divano, una lavatrice, decine di scatole e quattro persone con le scarpe che hanno addosso da stamattina. È il giorno in cui un pavimento nuovo rischia più che in tutti gli anni dopo, e sono poche ore.
Il danno arriva dalla ghiaia, non dall'urto
Sotto le suole entrano il pietrisco del marciapiede, la sabbia del cortile, i residui del cantiere della porta accanto. Ogni granello è una pietra, e viaggia sotto il peso di una persona, avanti e indietro sulla stessa linea per tutta la giornata. Il legno, la resina, il vinilico e il laminato si segnano così: non con un solco, con un velo di righe sottili che salta fuori quando la luce della finestra arriva di taglio. Sul gres il punto debole si sposta sulle fughe e sugli spigoli delle piastrelle davanti alla porta.
Da qui esce il criterio che regge tutto il resto: il danno da temere è quello che si ripete, non quello che capita una volta. Un appoggio sbagliato lo ripari. Lo stesso metro di corridoio calpestato dalla mattina alla sera no.
Quindi la prima protezione non va sul pavimento, va sulla porta. Uno zerbino ruvido fuori, un asciugamano vecchio dentro, e a chiunque entri lo chiedi a voce: i piedi si strisciano su tutti e due. Serve a togliere la parte più grossa della ghiaia prima che entri.
Si protegge il percorso, non la stanza
Coprire tutta la casa non lo fa nessuno e non serve, perché le cose non si spargono a caso. Seguono una linea: portone, ingresso, corridoio, e le due o tre stanze dove si scarica. La protezione va lì, e va larga, perché chi porta un peso davanti a sé non vede dove mette i piedi.
Tre punti di quella linea si consumano più degli altri, e li riconosci prima di cominciare.
- Le soglie e i profili fra una stanza e l'altra. Sporgono di qualche millimetro e prendono il colpo di ogni ruota che passa.
- L'angolo dove si gira. Un mobile lungo in un corridoio stretto si fa ruotare su uno spigolo, e in quel momento tutto il peso sta su pochi centimetri quadrati.
- Il punto dove si appoggia per riprendere la presa. C'è sempre, di solito a metà strada, e lo scopri al terzo viaggio. Mettici qualcosa sopra al primo.
Cosa stendere, in ordine di quanto regge: pannelli rigidi sottili sul passaggio principale, coperte vecchie o un telo da imbianchino nelle stanze, il cartone aperto dove passa poco. Il cartone fa il suo lavoro finché resta fermo: sotto la suola scivola, agli angoli si arriccia, e se qualcuno entra con la pioggia addosso diventa carta bagnata sotto un piede che spinge.
Una cosa da non fare: niente nastro adesivo a contatto con il pavimento finito. Il nastro da imballo tiene i teli uniti fra loro e si ferma lì, perché sul legno o sul vinilico tira via la finitura quando lo stacchi, e tira di più se è rimasto in posa per giorni. Se il percorso comprende anche le scale, il piano è un altro e sta in traslocare in un palazzo senza ascensore.
Ruote, spigoli e appoggi
Una ruota fa più danno di una scarpa per un motivo solo: mette lo stesso peso su una superficie molto più piccola, quindi il granello che ci finisce sotto viene schiacciato invece che calpestato. Vale per il carrello di chi consegna e vale anche per il nostro Dolly, che è una pedana su quattro ruote piroettanti: le ruote sono ruote, e il pavimento sotto va tenuto pulito per tutto il giorno.
Quello che puoi ancora cambiare il giorno stesso è il numero dei passaggi, ed è lì che conta com'è fatto il carico. Il Dolly arriva con ogni noleggio, e le casse ci si impilano sopra: spingi una colonna intera invece di fare un viaggio a piedi per ogni scatola. Le Cangubox hanno una misura sola, 60 × 40 × 36 cm, il coperchio ce l'hanno addosso, due ante incernierate che abbassi invece di nastrare, e la portata dichiarata è di 30 kg per scatola: la colonna si rifà uguale a ogni giro e sta su da sola mentre attraversa il corridoio. I kit disponibili sono elencati in home.
I mobili invece non si trascinano mai. Si alzano in due. Se pesano troppo per essere alzati, sotto ogni piede va un pattino di feltro, così fra il mobile e il pavimento c'è sempre qualcosa di morbido. Quei pattini si mettono mentre il mobile è ancora vuoto: un armadio carico non lo alzi più, e la scelta va fatta mentre lo rimonti.
In pratica sono tre momenti. Il giorno prima stendi i teli sul percorso, metti lo zerbino, lasci la scopa in corridoio e fotografi il pavimento con la luce di taglio, che è l'unica in cui si vede com'era davvero: se sei in affitto quelle foto valgono alla riconsegna. Il giorno del trasloco tieni pulito, non trascini niente e a metà giornata dai una passata. Il giorno dopo aspiri prima di lavare, perché uno straccio bagnato passato sopra la ghiaia rimasta rifinisce a mano il lavoro che hanno cominciato le suole.