Quante scatole servono per un trasloco?
Una stima per metratura e numero di persone, più i tre errori che portano quasi tutti a restare senza scatole a metà imballaggio.

È la prima domanda che si fa chiunque stia per traslocare, e quasi tutti sbagliano nella stessa direzione: per difetto. Succede perché quando guardi casa tua vedi i mobili, che nelle scatole non entrano, mentre a riempirle è tutto il resto, cioè quello che in quel momento non stai guardando: i cassetti, gli armadi, le mensole, la dispensa, il ripostiglio.
Una stima per partire
Come ordine di grandezza:
- Monolocale o bilocale: 20 scatole
- Trilocale: 35 scatole
- Casa grande, quattro locali o più: 50 scatole
Sono numeri per una casa abitata da una o due persone, con una quantità di cose nella media. Da qui si aggiusta.
Vale la pena dire cosa significa "nella media", perché è la parte che salta sempre: una casa senza cantina, senza una collezione di qualcosa, dove nessuno lavora da casa con carte e attrezzatura, e dove si abita da qualche anno e non da quindici. Se anche solo una di queste condizioni non è vera per te, prendi la stima base come punto di partenza e aggiustala.
Cosa sposta davvero il conto
Quante persone ci vivono. Due persone nello stesso trilocale hanno più del doppio delle cose di una persona sola: raddoppiano i vestiti, le scarpe, i libri, e si sommano gli oggetti che nessuno butta perché sono "dell'altro".
Da quanto tempo ci abitate. Chi vive in una casa da otto anni ha accumulato molto più di chi ci è arrivato l'anno scorso, a parità di metratura, perché è una crescita lenta di cui non ti accorgi mentre succede.
Se avete cantina, garage o solaio. È il fattore più sottovalutato in assoluto. Sono gli spazi che nessuno conta quando fa la stima, perché non li si attraversa tutti i giorni, e sono anche quelli che contengono le cose più ingombranti.
Che tipo di cose avete. Una casa piena di libri riempie molte più scatole di una casa con le stesse dimensioni ma senza libreria. I libri sono pesanti e occupano volume: se ne avete tanti, contateli a parte.
Se qualcuno lavora da casa. Un ufficio dentro casa non si vede nella metratura, ma esiste: monitor, cavi, faldoni, materiale di consumo. Sul conto finale pesa parecchio.
Come contare stanza per stanza
Il modo più affidabile per farsi un'idea non è guardare la casa nel suo insieme, ma girarla con un foglio in mano e contare gli spazi chiusi: cassetti, ripiani, ante, mensole. Sono quelli che, svuotati, finiscono in una scatola.
Una regola grezza ma utile: un ripiano d'armadio pieno o un metro di libreria carica valgono circa una scatola. Un cassetto grande di vestiti, più o meno lo stesso. Un cassetto di posate e utensili è meno, ma va sommato agli altri della cucina.
Il giro si fa così: entri in una stanza, apri tutto, comprese le ante alte che non raggiungi da mesi e lo spazio sotto il letto, conti i ripiani e i cassetti pieni, scrivi il numero accanto al nome della stanza. Poi passi alla successiva. Alla fine sommi, e aggiungi un margine di sicurezza di circa il 15%, perché in ogni casa c'è una categoria di oggetti che sfugge al conteggio: le scarpe, i cavi, i medicinali, le foto, i giochi da tavolo.
Due avvertenze. La prima è che quello da contare non è il mobile ma quello che ci sta dentro: un armadio a sei ante non è "un armadio", sono sei ripiani più i cassetti. La seconda è che le cose appese non seguono la stessa regola, e cappotti e abiti lunghi in molti casi conviene spostarli su appendino, dentro sacchi, perché piegarli e poi ristirarli è tempo che non recuperi.
La cucina merita un conto a parte
La cucina è la stanza che riempie più scatole di tutte in rapporto alla sua superficie. Da sola può prendersi un quarto del totale, e il motivo è che ha la densità di oggetti più alta della casa: in pochi metri quadri ci sono centinaia di pezzi, molti dei quali fragili.
Il punto che quasi nessuno considera è che piatti e bicchieri si portano dietro, oltre al proprio volume, anche quello dell'imbottitura che li protegge. Un servizio da dodici imballato bene prende molto più spazio di quanto ne occupi nella credenza. Se conti la cucina "a occhio" guardando le ante chiuse, sbagli di brutto.
Come suddividerla, in pratica:
- Piatti e bicchieri vanno da soli, perché sono pesanti e vanno maneggiati con criterio.
- Pentole e padelle sono il caso più fortunato: sono vuote dentro. Riempile di canovacci, strofinacci e utensili e recuperi facilmente una scatola sul totale.
- Dispensa: quella che riempie più del previsto. Barattoli, scatolame, farine, spezie. Vale la pena cominciare mesi prima a consumare invece di ricomprare, così a fine corsa ne sposti la metà.
- Piccoli elettrodomestici: forme scomode e ingombranti. Se hai tenuto le confezioni originali, usale.
- Il cassetto dei "vari": esiste in ogni casa e non si riesce a stimare. Dedicagli una scatola e non pensarci.
Due accortezze che evitano guai: i liquidi (olio, aceto, detersivi) vanno chiusi in un sacchetto sigillato prima di entrare in scatola, perché un tappo che si allenta in furgone rovina tutto il resto. E la cucina si imballa per ultima, perché la usi fino all'ultimo giorno: se non hai messo da parte le scatole che ti serviranno, ti ritrovi a impacchettare piatti nella fretta, che è il momento in cui si rompono.
Se traslochi in due tempi
Capita spesso: hai le chiavi della casa nuova prima di lasciare la vecchia, oppure stai aspettando la fine di un lavoro, oppure uno dei due si sposta prima. In quel caso il conto totale non cambia, ma cambia come lo distribuisci.
L'errore tipico è dividere per stanza: "questa volta porto la camera, la prossima la cucina". Funziona male, perché intanto devi vivere. La divisione che regge è un'altra: cosa non ti serve nelle prossime settimane parte subito, quello che usi ogni giorno resta. Nella prima ondata vanno libri, vestiti fuori stagione, cantina, decorazioni, attrezzatura sportiva. Nella seconda resta il minimo vitale, che è sempre più voluminoso di quanto pensi: cucina, bagno, letto, roba di lavoro.
In pratica la prima ondata viene più grande di come l'avevi immaginata, mentre la seconda resta comunque consistente, quindi conta su una divisione realistica intorno a 60/40 e non su un 80/20.
Se fai decluttering prima, quanto cambia
Quasi sempre meno del 20%, cioè molto al di sotto di quello che ci si aspetta, e vale la pena saperlo prima di farci troppo affidamento.
Il motivo è che quello che si butta davvero durante un trasloco sono pochi pezzi molto ingombranti: un divano sfondato, una bici rotta, tre scatoloni di roba della cantina, che liberano spazio nel furgone senza togliere niente alle scatole. I vestiti, i libri, le stoviglie e le carte, cioè quello che riempie il cartone, si buttano molto più a fatica, perché ogni pezzo richiede una piccola decisione.
Non c'è motivo di rinunciarci, purché lo si faccia prima, perché il decluttering fatto mentre imballi è la cosa che rallenta di più: apri una scatola di foto, ti fermi mezz'ora, e la sera hai imballato tre ripiani. Se decidi di alleggerire, dedicagli delle sessioni separate nelle settimane precedenti, e considera i tempi reali dello smaltimento: il ritiro degli ingombranti si prenota, le donazioni hanno orari, i mercatini richiedono di essere presenti.
E una controindicazione onesta: sfoltire non ti fa risparmiare tanto sulle scatole quanto sul tempo e sulla fatica dello scarico, ed è lì che ti accorgi della differenza.
Errori di stima tipici, per tipo di casa
Monolocale, studente o prima casa. Si sottostima sempre, con la frase "ma io ho poche cose". Vale per i mobili ma non per gli oggetti, visto che la cucina e il bagno di un monolocale contengono più o meno le stesse cose di quelli di un trilocale.
Coppia in bilocale. Il problema sono i doppioni. Due batterie di pentole, due set di attrezzi, due scaffali di libri con dei titoli in comune. Se avete unito due case, contate come se ne aveste una e mezza.
Famiglia con bambini piccoli. I giochi sono l'imprevisto. Sono voluminosi, leggeri, di forma irregolare e occupano molte più scatole di quanto pesino. Una cameretta può valere quanto una camera matrimoniale.
Casa abitata da più di dieci anni. Qui il rischio si concentra in cantina, in soffitta e nell'archivio cartaceo. Non stimarli senza averli aperti: quasi sempre è il doppio di quello che ricordi.
Affitto ammobiliato. L'errore è opposto: si sovrastima, perché si guardano mobili ed elettrodomestici che non sono tuoi e non devi spostare. Conta solo il tuo, e scoprirai che serve molto meno.
I tre errori più comuni
Stimare a porte chiuse. È il più diffuso, e riguarda tutte le tipologie di casa: si guarda una stanza dall'ingresso e si tira un numero, mentre quello che riempie le scatole è chiuso dentro i mobili e da lì non si vede.
Rimandare il conteggio a quando "si inizia". La stima va fatta prima di ordinare, non il giorno in cui apri il primo cartone. È l'unico momento in cui puoi ancora correggere il tiro senza costi.
Riempire troppo poco le scatole grandi. Chi ha paura del peso riempie a metà, e finisce per usarne il doppio. I libri e le cose pesanti vanno in fondo, il resto sopra: una scatola piena è più stabile di una scatola mezza vuota, che si accartoccia quando la impili.
Meglio abbondare, ma senza esagerare
Nel dubbio conviene sempre la taglia sopra. Restare senza scatole a metà imballaggio significa fermarsi, uscire, e comprare cartone di corsa il giorno prima del trasloco, che è il momento in cui costa di più, in denaro e in nervi.
Con il noleggio questo ragionamento è più semplice che con l'acquisto: una scatola in più restituita vuota non è un problema, mentre un cartone comprato e non usato resta lì. Le scatole Cangubox sono rigide e progettate per essere usate e riutilizzate a lungo, quindi tenersi un margine di sicurezza non significa buttare via del materiale, ma solo lasciare inutilizzata un po' di capienza.
L'unico caso in cui esagerare dà fastidio è lo spazio in casa. Le scatole vuote in attesa di essere riempite occupano un corridoio, e se ne prendi molte più del necessario ci convivi per qualche settimana. Il margine giusto è quello che ti copre dagli imprevisti senza trasformarti il soggiorno in un magazzino.
Se non vuoi fare i conti a mano
Sul sito trovi un configuratore che in quattro domande (grandezza di casa, quante persone traslocano, quante cose avete, se c'è anche una cantina) ti dice da quante partire. Non pretende di essere una misura precisa, serve a toglierti il pensiero.
Se preferisci guardare direttamente le composizioni disponibili, i kit sono qui. E se sei fra due taglie, il consiglio resta quello di prima: prendi la più grande.