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Guide · 21 ott 2026 · 5 min di lettura

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Come imballare pentole, padelle e dispensa per il trasloco

La dispensa si svuota tre settimane prima, le confezioni aperte viaggiano con te, le pentole partono pulite e asciutte con il peso sul fondo.

Una mensola di legno sopra le piastrelle bianche di una cucina, con una fila di barattoli di vetro pieni di pasta, fiocchi d'avena, zucchero e farina, fra due tazze di terracotta e un barattolo di latta color crema

Apri l'anta della dispensa per vedere quanto c'è da imballare, e trovi tre pacchi di pasta aperti, due barattoli di passata, un sacchetto di farina chiuso con una molletta, sei vasetti di spezie e una bottiglia d'olio a metà. Nessuna di queste cose da sola è un problema. Insieme sono la parte della cucina che non sai come far viaggiare, e di solito la rimandi all'ultima sera.

Con i piatti è diverso: sai che sono fragili e li tratti come tali. Pentole e dispensa sembrano la parte facile, e per questo si imballano di corsa. Le decisioni da prendere sono tre, in quest'ordine.

La dispensa si svuota prima di imballarla

Il lavoro sulla dispensa comincia tre settimane prima, e non con le scatole. Comincia con la spesa: da quel giorno compri solo quello che consumi entro il trasloco, e cucini partendo da quello che hai già. Il riso dimenticato in fondo al ripiano, i legumi secchi, il barattolo di sugo regalato a Natale.

Prima però fai l'inventario, che sono dieci minuti. Tira fuori tutto, guarda le scadenze e dividi in tre mucchi:

  • Da finire. I pacchi aperti, le cose che scadono entro il trasloco, i surgelati. Diventano il menù delle prossime settimane.
  • Da regalare. I pacchi chiusi che non userai prima e che non vuoi portare: un vicino, un collega, un amico che abita vicino.
  • Da buttare. Quello che è già scaduto e quello che hai aperto e non mangerai.

Il congelatore segue la stessa logica, con meno margine: va svuotato nei giorni prima, perché va sbrinato, e mentre si sbrina non tiene niente al freddo. Quello che ci trovi dentro entra nel mucchio da finire.

Il mucchio da finire ha un pregio che si vede alla fine: ogni pacco consumato è un pacco che non imballi, non porti a braccia e non riponi nella cucina nuova.

Cosa parte con le scatole e cosa parte con te

Quello che resta dopo tre settimane si divide in due, e il confine è il tappo.

Le confezioni chiuse partono in scatola. Pasta e riso sigillati, scatolame, barattoli di vetro mai aperti, bottiglie con il tappo originale. Il vetro pieno va trattato come i piatti: ogni barattolo avvolto in un foglio o in uno strofinaccio, in piedi, e gli spazi fra un barattolo e l'altro riempiti, così che il vetro non batta contro il vetro a ogni curva.

Qui il peso arriva molto prima del bordo. Una scatola di barattoli e scatolame diventa pesante in fretta, e con un fondo di vetro pieno non la riempi fino in cima: metà barattoli e metà cose leggere, come la pasta, i biscotti o gli strofinacci che ti servono comunque.

Le confezioni aperte non entrano in nessuna scatola. Farina, zucchero, caffè, il pacco di pasta richiuso con la molletta: durante il viaggio si possono rovesciare, e in una scatola chiusa per due giorni attirano insetti e lasciano odore su tutto il resto. Vale anche per le spezie aperte, pure nel vasetto con il tappo a vite.

Quelle che vuoi tenere viaggiano in una borsa che porti tu, possibilmente in macchina, insieme a olio, aceto e bottiglie già aperte, che stanno in piedi. È la stessa regola che vale per detersivi e liquidi, che trovi per esteso in cosa non mettere mai dentro una scatola.

Le pentole: pulite, asciutte, e il peso in fondo

Come infilare le pentole una dentro l'altra e come proteggere i coperchi in vetro sta già nell'articolo su come imballare i piatti. Qui restano le due cose che si sbagliano prima di cominciare.

La prima: le pentole partono pulite e asciutte. Se una padella lavata la sera finisce in scatola ancora umida, dopo due giorni la scatola si apre con l'odore di chiuso. Lo stesso vale per la teglia con un velo di unto sul fondo e per il colino ancora bagnato. Lava quello che imballi il giorno prima, lascialo asciugare una notte, e solo dopo mettilo dentro.

La seconda è il peso. La ghisa, la pentola a pressione e le teglie di acciaio pesano molto più di quanto occupano: vanno sul fondo, e sopra ci vanno le cose leggere. Una scatola di sola ghisa non si alza.

Qui la forma della scatola si sente, perché in cucina le scatole pesanti sono tante. Il fornitore dichiara per la Cangubox una portata di 30 kg, e comunque il limite vero lo decide la tua schiena. Le prese sono incassate nei lati corti, quindi la tieni con due mani davanti a te senza infilare le dita sotto il fondo. Si impila anche chiusa e carica, e con il Dolly compreso nel noleggio le scatole pesanti della cucina, impilate, si spingono fino all'ascensore, invece di fare un viaggio a braccia per ciascuna.

I coltelli vanno avvolti uno per uno in un canovaccio, con la lama coperta e il canovaccio fermato da un elastico, oppure lasciati nel loro ceppo. Mai sciolti in mezzo agli utensili, perché chi svuota la scatola ci infila la mano senza guardare.

Poi, la sera prima, tieni fuori una pentola, una padella, un coltello e la caffettiera: sono le ultime cose che imballi e le prime che riapri.

Tutto questo comincia aprendo la dispensa oggi, non l'ultima sera. Fai i tre mucchi, smetti di comprare quello che non consumi entro la data, e la scatola che temevi di più diventa mezza scatola.

Traslochi a breve?

Ti portiamo le Cangubox, tu traslochi, poi veniamo a riprenderle.